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Fare lo sviluppatore è un bel lavoro?

Scritto da Alberto Reineri il 02 Dicembre 2020

Ho iniziato a lavorare nel mondo della programmazione più di dieci anni fa e mi sono domandato spesso se fare lo sviluppatore è un bel lavoro.

Nella mia vita di lavori ne ho cambiati molti, sempre per mia scelta fortunatamente; non mi è ancora capitato di essere buttato fuori, almeno per il momento, non si può mai dire…

Nella mia storia lavorativa ho spaziato molto, da agente immobiliare a insegnante, ma nel frattempo sono sempre stato sviluppatore.

Si perché fare il programmatore ti permette di lavorare in una miriade infinita di modi: dal classico lavoro di ufficio ai lavori da freelance, bisogna solo trovare la propria strada.

E io ce ne ho messo di tempo per trovarla, ma penso finalmente di essere sulla strada giusta.

Ma non perdiamoci in chiacchiere e veniamo al dunque: fare lo sviluppatore è un bel lavoro?

Ho ricevuto molte email di lettori e ascoltatori dei miei podcast a riguardo, tanti ragazzi giovani e meno giovani si chiedono come sia lavorare come sviluppatore e se sia un bel lavoro o no. Rispondere non è mai facile.

Il lavoro è una cosa molto soggettiva, dipende dal tipo di personalità che uno ha, dalla forma mentis, da ciò che vuole dalla vita. Ma in questo articolo cercherò di tirare le somme e darvi un’idea di massima circa il lavoro dello sviluppatore, cosicché possiate capire se può fare per voi o meno.

Fare lo sviluppatore – Contro

Vediamo adesso gli aspetti negativi di questo lavoro. Come tutte le cose anche qui ce ne sono…

Snervante

Questa parola rende molto. Dall’enciclopedia Treccani leggiamo: “fiaccare il sistema nervoso e le relative capacità di azione e di reazione di un individuo“, questa definizione ci sta tutta.

Spesso lavorare ore e ore a fissare righe di codici, studiare algoritmi, variabili, matrici e sistemi può mettere a dura prova il nostro povero cervello. Lavorare su progetti complessi è assai impegnativo e la sera ci si può trovare a non sapere più come ci si chiama…

A me capitava spesso lavorando sui gestionali. Erano software molto importanti che permettevano alle aziende di gestire magazzino, clienti, fornitori e fatture. Capite che un piccolo errore poteva portare a perdite di denaro o a verifiche da parte dell’agenzia delle entrate, e sebbene io ero solo un piccolo dipendente la responsabilità del mio codice ricadeva tutta su di me. Questo per uno stipendio veramente misero…

Certo molto dipende da cosa si sviluppa, se programmate siti web vetrina di 5 pagine allora potete saltare questo paragrafo e vivere felici. Se invece avete intenzione di sviluppare software complessi sappiate che il mal di testa sarà una costante.

Responsabilità elevate

Come già accennato sopra le responsabilità spesso sono elevate. Anche qua dipende dal progetto finale, ma se lavorate su qualcosa di grande merito e colpa sono completamente vostri.

Molti fanno dei paragoni fra il mondo della programmazione e i classici lavori più manuali. Certo un muratore ha la responsabilità per il muro che costruisce, questo muro deve reggere e non crollare altrimenti è colpa sua. Però il paragone non è corretto, perché un muro può essere fatto in un paio di modi, e si costruiva cinquant’anni fa come si fa adesso (non sono esperto, sicuramente qualcosa sarà cambiato ma non drasticamente).

Nel mondo della programmaizone le variabili sono infinite. Un processo si faceva in un modo l’anno scorso e quest’anno occorre farlo diversamente, perché sono emersi dei bug e le tecnologie si sono aggiornate. Inoltre quel processo potrà essere richiamato migliaia di volte da migliaia di utenti, se non milioni, e prevedere tutti i casi possibili non è facile.

Occorre avere una mente molto aperta per individuare possibili problematiche e cercare di non farsi prendere dall’ansia.

Solitudine

Che si lavori da soli nella propria casa oppure in un ufficio con altri cento colleghi, il lavoro del programmatore è comunque solitario. I rapporti principali sono fra due soggetti: il programmatore e il computer.

Quando si lavora si è concentrati al massimo, si entra nel mood dello sviluppo. Non si può scrivere codice mentre si chiacchiera della partira o dell’ultima gara di Formula 1, è un lavoro che si fa con se stessi e basta.

Certo sono utili confronti con i colleghi, ma è impossibile fare multitasking mentre si scrive codice.

Saccenza

Questo è il punto peggiore e che mi ha sempre fatto arrabbiare molto, anzi, che mi fa ancora arrabbiare molto.

Nel mondo degli sviluppatore spessi vi è una grande saccenza. Alcuni pensano di essere migliori di altri, e magari lo sono davvero, ma c’è la tendenda a considerare nulla tutto ciò che è meno di se stessi.

Il mondo della programmazione è veramente vastissimo! Web, Desktop, Mobile, Python, Java, PHP, .Net, poi i vari framework, per non parlare delle singole versioni di framework e linguaggi, un’infinità di roba.

Sapere tutto di tutto è impossibile, almeno per la maggior parte di noi, quindi ci specializziamo. Impariamo quello che ci è più utile, che ci può portare il massimo del guadagno.

Ebbene spesso capita di confrontarsi con altri sviluppatori su questioni in cui questi sono a un livello superiore di noi, cosa normalissima. Questi però molte volte tendono ad essere molto saccenti.

Eh ma non conosci questo?

Davvero fai così?

Questo fa schifo.

Se decidete di diventare programmatori vi sentirete sicuramente dire queste frasi, purtroppo. C’è la voglia di sentirsi superiori, di primeggiare.

Fortunatamente non tutti sono così, e spero che in futuro ce ne siano sempre meno, ma basta girare i forum o i gruppi facebook per vedere frasi di questo tipo, e spesso anche nel mondo reale vengono pronunciate.

Io personalmente sono contrarissimo a questo atteggiamento. Avendo svolto anche il lavoro di insegnante ho visto di persona quanto negativizzare le situazioni non è positivo per nessuno. Certo può gonofiare un po’ l’ego di chi pronuncia queste frasi, ma nulla più.

Avrei ancora moltissimo da dire su questo argomento, ma magari scriverò un articolo dedicato.

Stipendi

Ultima nota negativa: gli stipendi.

Qua dipende moltissimo dalla realtà in cui si lavora. Il mio primo lavoro da programmatore era veramente sottopagato, rispetto all’impegno e alle responsabilità che comportava. Esistono però realtà che pagano molto bene, bisogna solo saperle cercare e trovare quella giusta.

Per mia esperienza bisogna rivolgersi alle grandi città. Non ho mai sentito di Software House o Web Agency di paesi di provincia che pagano stipendi alti ai dipendenti.

Nel mio caso da freelance ho visto di tutto. Ci sono aziende disposte a pagare perché riconoscono il valore del lavoro, e altre che invece prendono e pretendono e basta.

Fare lo sviluppatore – Pro

Ora che ti ho scoraggiato per bene è giunto il momento di vedere anche le cose positive. Il male risalta sempre maggiormente, ma esistono anche fattori positivi per niente male nel lavoro da programmatore. Se ho deciso di fare di questo il mio mestiere è perché questi lati positivi alla fine hanno battuto i negativi

Stimolante

Non c’è mai un giorno uguale all’altro. Non mi riferisco alle attività fisiche, quelle sono sempre le stesse: ci si siede al computer e si batte sulla testiera.

Ma la mente spazia in posti infiniti. Un giorno si lavora su un sito vetrina, poi si realizza un e-commerce, poi un gestionale per inserire i dati dei propri rappresentanti e calcolarne le statistiche, poi si crea un’app…

C’è sempre qualcosa da fare e l’unico limite è l’immaginazione.

A tutti i miei clienti dico sempre “Si può fare tutto”, perché è vero, ormai tutto ciò che ci passa per la testa è fattibile. Certo servono capacità e budget, ma veramente si può creare di tutto, ora il mondo si sta digitalizzando sempre più, e noi sviluppatori siamo artefici di questo mondo.

Penso che questo sia molto bello e ogni mattina mi da la carica per creare qualcosa di nuovo.

Creativo

I nostri lavori vengono pubblicati, visti e utilizzati da migliaia se non milioni di persone.

Qua ci avviciniamo molto agli artigiani. Creaiamo qualcosa che poi sarà utilizzato al suo scopo. Possiamo mostrare al mondo i nostri lavori e ancora meglio possiamo realizzare qualcosa di positivo per l’umanità, qualcosa che aiuti tutti, anche in piccolo.

Quando ho realizzato il nuovo sito per bikeitalia.it ero veramente soddisfatto. È il sito di un’attività che sponsorizza l’ecologia, una mobilità rispettosa dell’ambiente e del prossimo, la salute fisica e mentale delle persone e molto altro. Inoltre quel sito costruito da me viene utilizzato da milioni di persone ogni mese. Questi dati sono fantastici, sono numeri veramente elevati.

Questo è veramente il lato più figo del fare lo sviluppatore

Flessibile

Non ci sono le restrizioni tipiche dei lavori 9 to 5. Lo sviluppatore è un lavoro che può essere svolto ovunque ci sia un computer e una connessione. Si lavora principalmente da soli quindi un paio di call organizzative bastano a dare inizio a un lavoro.

Si può lavorare di giorno o di notte, l’importante è il prodotto finito. Se funziona tutto è a posto.

Certo questa mentalità non è ancora condivisa, tantomeno in Italia… Ma esiste già qualche realtà che ha capito i grandi benefici di ciò.

Se si dà completa libertà agli sviluppatori questi lavoreranno meglio. Lavorare quando si vuole è una grandissima cosa, si è più produttivi, non si perde tempo a fissare la finestra, a pensare al calcio o ai problemi, quando si è pronti ci si mette al pc e di fa codice. In questo modo due ore di lavoro valgono quanto 6/8 ore di lavoro svogliato.

Non è facile trovare aziende che capiscano questa mentalità, ma se leggete come Google gestisce i dipendenti potete farvi un’idea del giusto mindset dei datori di lavoro.

Io ho optato per la strada del freelance perché mi permette di gestirmi al meglio questo frangente, anche se nasconde mille altri problemi… Ma ne parleremo più avanti.

Conclusione

Alla fine di tutto la risposta per me è SI, fare lo sviluppatore è un bel lavoro. Certo ha i suoi lati negativi come tutto, ma alla fine dei conti non è affatto male. Se c’è la passione allora si può passare sopra alle cose brutte e concentrarsi solamente su quelle positive.

Certo non siamo nello stato migliore per questo lavoro, è indubbio che l’Italia sia arretrata dal punto di vista informatico, ma non penso che l’unica cosa da fare sia scappare all’estero.

Se c’è un problema non serve a nulla scappare, occorre cercare di risolverlo. Prendiamo atto che l’Italia ha una visione ancora antica sulla tecnologia e rimbocchiamoci le maniche per migliorare la situazione.

Creiamo progetti, piattaforme, generiamo reddito attraverso il digitale e attraiamo il business ad investire nell’ambito. Non sono un economista, ma piuttosto che scappare preferisco affrontare la situazione e cercare, nel mio piccolo, di migliorarla!